Attività di protezione ambientale

I reparti specializzati dei Carabinieri hanno nel tempo perfezionato diversi metodi di controllo e cura del territorio per proteggere ambiente, biodiversità ed ecosistemi forestali.

PAESAGGIO

L’Arma dei Carabinieri mette in campo un ampio ventaglio di capacità per contrastare tutte le condotte che danneggiano le riserve naturali: dal traffico illecito di rifiuti allo smaltimento incontrollato, dallo sversamento di reflui industriali alle emissioni in atmosfera, dall’interramento di rifiuti tossici e pericolosi alle pratiche illecite che incidono negativamente sulla filiera agroalimentare, fino al dissesto idrogeologico e alla polizia idraulica. Allo stesso tempo viene dedicata particolare attenzione alla prevenzione, considerando che il danno all’ecosistema, una volta prodotto, è spesso irreversibile e costituisce anche un grave ostacolo allo sviluppo economico delle comunità. Per questo motivo i reparti dell’Arma si avvalgono anche di strumenti altamente tecnologici per svolgere servizi di sorveglianza dedicati che coprono l’intero spettro della minaccia.

BIODIVERSITÀ

La biodiversità rende il pianeta abitabile. Lo strumento più adatto per preservarla è l’istituzione e la gestione di un efficace sistema di aree protette. L’Arma dei Carabinieri è impegnata nella sorveglianza di tutti i Parchi Nazionali e gestisce direttamente 130 Riserve Naturali Statali e 19 foreste demaniali, preziosi centri di biodiversità animale e vegetale. In particolare, la gestione comprende anche attività di ingegneria forestale per il mantenimento e il miglioramento della funzionalità degli ecosistemi boschivi, attraverso la manutenzione dei sentieri, la messa a dimora di piante rare, il taglio selettivo per l’eliminazione di specie non indigene e gli interventi di sistemazione idraulico-forestale volti a contrastare i fenomeni di dissesto idrogeologico. Inoltre, 3 Centri Nazionali Carabinieri Biodiversità e 10 Centri per il Recupero degli Animali Selvatici Esotici si occupano della cura degli animali illegalmente catturati, preservandone vita e riproduzione.

Per tutto ciò, l’Arma dei Carabinieri è l’Organizzazione responsabile dell’attuazione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione della fauna e della flora selvatiche (CITES), che disciplina il commercio di specie animali e vegetali in pericolo, rappresentando uno strumento internazionale pionieristico per la tutela della biodiversità.

ECOSISTEMA FORESTALE

L’Arma dei Carabinieri monitora lo stato qualitativo e quantitativo degli ecosistemi forestali, valutando la capacità di stoccaggio del carbonio (carbon sink) e i livelli di biodiversità, con archiviazione dei dati nell’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi Forestali di Carbonio (INFC).

L’Inventario, oltre a fornire un quadro dettagliato, approfondito e scientificamente affidabile della consistenza e delle caratteristiche del patrimonio forestale nazionale, con la quantificazione del carbonio immagazzinato negli ecosistemi forestali, certifica il contributo delle foreste alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, in conformità agli impegni internazionali assunti dall’Italia*.

Allo stesso tempo, i reparti forestali dei Carabinieri sono impegnati nella prevenzione della deforestazione e degli incendi, per proteggere il patrimonio boschivo e garantire l’uso sostenibile delle risorse legnose.

L’Unità Informativa Antincendi Boschivi e i referenti AIB costituiscono una rete di esperti in grado di fornire consulenza qualificata nel settore e una conoscenza complessiva del fenomeno, al fine di migliorare i servizi di sorveglianza del territorio e coordinare, su richiesta, le attività di valutazione e delimitazione delle aree percorse dal fuoco.

Per quanto riguarda il taglio illegale del legname, i Carabinieri svolgono controlli specifici nell’ambito del piano d’azione dell’Unione Europea Forest Law Enforcement Governance and Trade (FLEGT), volto a contrastare la deforestazione e il mercato illegale del legname.

TECNOLOGIA INNOVATIVA

Le unità specializzate dei Carabinieri per la tutela ambientale sono supportate da strumenti tecnologici avanzati. I velivoli a pilotaggio remoto vengono impiegati per attività di fotogrammetria aerea, in combinazione con software evoluti di fotointerpretazione che facilitano l’individuazione dei focolai d’incendio.

I protocolli operativi post-incendio sono supportati da tecniche di telerilevamento per la valutazione delle immagini satellitari attraverso l’applicazione di algoritmi sviluppati per questa specifica esigenza.

Le immagini fornite dai sistemi satellitari sono inoltre utilizzate per sviluppare metodologie innovative finalizzate a rilevare anomalie multispettrali dell’ecosistema forestale, consentendo una tempestiva mappatura dello sfruttamento illegale delle foreste, dei fenomeni di dissesto idrogeologico, dei danni da eventi meteorologici estremi, nonché degli attacchi parassitari e delle patologie vegetali.

 


*Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 4 giugno 1992, Protocollo di Kyoto dell’11 dicembre 1997 e Accordo di Parigi del 12 dicembre 2015.

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